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L’IRAN DEL NOBEL SHIRIN EBADI
CECINA. Dalla Persia all'Iran, un incontro-dibattito per conoscere meglio la storia passata e recente di un popolo che aspira alla libertà ma è ancora oppresso dal dispotismo. L'appuntamento è per domani alle 16 in biblioteca comunale. L'iniziativa, organizzata dall'associazione Punto d'Incontro, ha il patrocinio del Comune di Cecina e della Regione Toscana. Relatori il prof. Bijan Saadat, studioso di cultura orientale, e il prof. Severino Saccardi consigliere regionale. «L'amministrazione comunale - ha commentato il sindaco Stefano Benedetti - ospita con piacere un'iniziativa di approfondimento culturale come questa. In Iran vengono violati i diritti umani: le donne non hanno pari dignità degli uomini, le manifestazioni degli oppositori vengono represse nel sangue, è negata la libertà di stampa e di opinione e vige la pena di morte. Le democrazie occidentali hanno il dovere morale di impegnarsi attraverso le proprie diplomazie e con l'aiuto degli organismi internazionali preposti a sostenere ed aiutare quelle popolazioni a migliorare la loro condizione di vita».
«Il prof. Saadat - spiega la presidente dell'associazione Punto d'Incontro Vania Partilora - è un emerito studioso della cultura orientale ed esperto conoscitore della Persia, suo Paese natale. Prenderà in esame la Persia di Ciro il Grande (590-529 a.C.). Dell'Iran di oggi parlerà invece il prof. Severino Saccardi consigliere regionale e direttore del periodico Testimonianze fondato nel 1958 da Padre Ernesto Balducci. Si parlerà di Shirin Ebadi Premio Nobel per la Pace nel 2003. Ebadi è stata dal 1975 al 1979 presidente di una sezione del Tribunale di Teheran. Dopo la Rivoluzione Islamica del 1979 fu costretta, come tutte le donne giudice, ad abbandonare la magistratura. Proprio il luglio scorso, il premio Nobel Ebadi è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale della Toscana on. Riccardo Nencini che di lei ha detto: "Una donna scomoda in un Paese ostile, che insegna i valori della vita, del pensiero, della democrazia e della libertà"».
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