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DENUNCIATI PER I FURTI DI CHAMPAGNE
CECINA. Dicono di averli beccati, anche se non forniscono i loro nomi. Dei presunti ladri di champagne accusati di aver razziato enoteche su mezza costa ligure-tirrenica per migliaia e migliaia di euro, i carabinieri hanno fornito solo le iniziali e l'età (27 e 28 anni). La spiegazione è che i due in questione, ai quali vengono attribuiti fior di precedenti specifici, sono solo denunciati.
Speriamo che, proprio perché liberi e sconosciuti, non continuino a far danni. Finora hanno usato documenti falsificati. Cioè veri, rubati a gente in carne e ossa (Flavio Giordana e Marco Scippa), sui quali hanno apposto le loro foto. Il vero Giordana non siamo riusciti a rintracciarlo. Il vero Scippa sì. Dal suo ristorante di Torino ha detto che qualcuno a gennaio gli aveva rubato portafoglio con documenti, carte di credito e assegni: «Apprendo da voi di questa indagine, nessuno mi ha ancora avvertito».
L'indagine è partita da Cecina, dove giovedì 18 i due falsi Scippa e Giordana hanno dormito senza pagare all'hotel Massimo di Marina e dove venerdì 19, con una messinscena, hanno rubato sei bottiglie di champagne dal bar Napoli per un valore di tremila euro. Il loro percorso è stato ricostruito a ritroso. Il giorno prima avevano visitato anche un'enoteca della Spezia. Prima ancora, il 9, avevano soffiato la bellezza di trenta bottiglie di champagne a Forte dei Marmi, pagate con un assegno rubato.
Una grossa mano alle indagini è stata data dai titolari dell'hotel Massimo. Dove si ricordavano le prime cifre della targa di quella Bmw scura con cui viaggiavano Tizio e Caio. Con quei numeri, i carabinieri hanno spulciato la banca dati. Nel frattempo, a Torino, è stata fermata una Bmw nera. A bordo, un giostraio residente nel capoluogo piemontese al quale vengono attribuiti numerosi precedenti specifici.
Ovvero furti di champagne commessi con un complice ben identificato. I carabinieri si sono scambiati le informazioni, hanno messo insieme un fascicolo fotografico con le immagini dei due e lo hanno mostrato ai titolari dell'hotel Massimo e a quelli del bar Napoli. I due tipi sono stati subito riconosciuti. Sono scattate denunce per truffa, furto aggravato, sostituzione di persona e falsità materiale. In concorso e in modo continuato. Le indagini vanno avanti per capire se abbiano commesso altri colpi del genere. E magari se abbiano agito su commissione.
Tratta da Il Tirreno
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