|
News ¬ |
|
 |
|
|
FRANATA LA DIGA IL MARE SI DIVORA ANCHE CALETTA
ROSIGNANO. Mirko Ulivieri, pescatore di Rosignano con una rivendita di pesce sul lungomare di Caletta, mostra una cartolina degli anni Sessanta che ritrate l'omonima baia e fa notare la diga costruita pochi anni prima a protezione dell'attività del piccolo golfo. «Quella diga fatta di rocce - dice Ulivieri - oggi è praticamente scomparsa e il mare, oltre a mangiarsi la spiaggia, sta causando danni anche alle tante strutture presenti».
Ma Ulivieri è soltanto uno degli operatori di Caletta arrabbiati per questa situazione. Alla protesta, infatti, si aggiungono ufficialmente anche Simone Garzelli dei bagni Tirreno, Barbensi dei bagni Garagolo, Mauro Filucchi dei bagni Graziella, l'associazione Festa del Pesce che gestice del Punto azzurro e i titolari dei bagni Portocciolo. Ma qui oltre agli stabilimenti balneari, ci sono anche ristoranti e geletarie in rivolta. «Tutti sul piede di guerra - spiega Garzelli - per una diga che ormai non svolge più quella funzione per cui era stata costruita negli anni Sessanta dal Genio civile opere marittime». Garzelli e gli altri operatori hanno illustrato la situazione al sindaco Alessandro Franchi. «Gli abbiamo ricordato - continua Garzelli - che esiste un accordo che era stato preso quando fu costruito il porto. All'epoca si ipotizzava che la realizzazione del Cala de' Medici potesse alterare il flusso delle onde, creando disagi alla fruibilità della baia. E allora nel caso che l'ipotesi si trasformasse in realtà era prevista la sistemazione della diga. Con il muro del porto, il mare ha cambiato il suo "comportamento" e il moto ondoso ha fatto franare gran parte della scogliera, su cui l'amministrazione comunale aveva compiti di manutenzione. Dunque, al sindaco abbiamo chiesto di intervenire al più presto. Un intervento che non è complicatissimo: bastata rimettere al suo posto i massi che sono scivolati e aggiungerne di nuovi».
I danni dell'erosione sono decisamente visibili. Gli accessi dei vari locali alla spiaggia, ad esempio, sono tutti dotati di paratoie. «Nel mio magazzino - riprende Ulivieri - il mare è entrata spesso, buttando giù anche la porta d'ingresso». Aggiunge Garzelli: «nel mio bagno ormai è impossibile posizionare gli ombrelloni sulla spiaggia in nostra concessione: il rischio è di vedere tutte le attrezzature in acqua, come è già successo lo scorso anno». Problemi anche ai bagni Graziella: il molo usato per posizionare gli ombrelloni spesso è inutilizzabile perché a rischio-onda. Danni alla nuova passeggiata: «basta vedere dove si è accatastata la sabbia - dice Garzelli - per capire che quella diga ormai è inefficiente. Pensate che il Comune installò delle luci sulle scalinate della passeggiata: luci che sono state rimosse, perché il mare le colpiva facendo saltare tutta l'illuminazione»
|
|
|