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GRUPPO LUCCHINI, LA FAMIGLIA ESCE DI SCENA: SEVERSTAL AL 100%
Il colosso russo rileva anche il restante 20,2% nelle mani dei tre fratelli e del Cavalier Luigi. Un’operazione del valore di quasi 100 milioni di euro Da chiarire il futuro della società che ora rimane in vendita
La famiglia Lucchini esce definitivamente dal gruppo fondato nel dopoguerra dal Cavalier Luigi. Un «addio» - non certo indolore; si veda anche a fianco - dopo che anche l'ultimo 20,2% della società siderurgica rimasto in mani italiane è passato al colosso Severstal, guidato da Alexey Mordashov.
LA FAMIGLIA (assistita nel passaggio dall'avvocato Enrico Giliberti), forte di un'opzione di vendita (put) sulla propria quota, ha tentato nelle ultime settimane di aggregare una cordata alternativa per rilevare la società. Ma i tempi dei russi, per una soluzione, sono risultati troppo stretti. E il processo di vendita dell'intero gruppo proseguirà ora, senza che risultino in partita potenziali acquirenti italiani. A meno che non scendano in campo industriali di settore, come Emilio Riva. I Lucchini avevano ceduto il controllo a Severstal nel febbraio 2005 mantenendo un'opzione sul 20,2% (i fratelli Silvana, Giuseppe e Gabriella avevano, rispettivamente, il 6,07%, 6,92% e 6,04%, mentre il padre Luigi conservava l'1,15%), che avrebbe permesso un incasso di 160 milioni di euro. La transazione finale dovrebbe aggirarsi attorno ai 100 milioni di euro, garantendo ai Lucchini (che controllano la Lucchini Rs di Lovere) di evitare un lungo contenzioso, legato anche a una clausola secondo la quale la put sarebbe stata nulla in caso di vendita della quota di controllo di Severstal prima del prossimo 20 aprile.
RESTA ORA da capire quali saranno le sorti della Lucchini. Severstal sembra intenzionata a scendere sotto il 50% in tempi stretti, così da deconsolidare un indebitamento per 800 mln in capo alla controllata europea. Tra i possibili interessati all'acquisto si è parlato in Italia di sondaggi da parte dei fondi Platinum, Tpg e Carlyle. È stato segnalato anche l'interesse alla vicenda di Giovanni Gorno Tempini, direttore generale della Mittel di Bazoli, con storici legami a Brescia legati a Hopa, e relazioni con industriali dell'acciaio, come Pasini, Lonati e Stefana. In Russia sono circolati i nomi dell'ucraina Metinvest e del gruppo ispano-brasiliano Gerdau-Sidenor. Tra i nomi fatti in un primo tempo c'erano anche quelli del colosso dell'acciaio cinese Baosteel, oppure di Arcelor-Mittal e Tata Corus. Qualche aggiornamento è atteso già per il 9 marzo, quando Severstal riunirà il Cda sui risultati di esercizio.
Tratta da Bresciaoggi
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