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IL MISTERO DEI LAGHETTI DI CASAGIUSTRI
Se ne parla da oltre un anno, ma se ne parla e basta. Ci riferiamo al caso dei laghetti di Casagiustri e ai timori di inquinamento di cui "Il Tirreno" si era occupato sin dal maggio 2009. Da allora annunci (di carotaggi, analisi, indagini della Procura) da parte del sindaco Aurelio Pellegrini, al quale ora cominciano a fare pressing in consiglio. Fabio Tinelli Roncalli, capogruppo della lista Insieme per cambiare, dice di stare ancora aspettando delucidazioni. E documenti. Lui il 29 aprile di quest'anno aveva presentato un'interrogazione prendendo spunto proprio dal nostro articolo del maggio 2009 e dalle dichiarazioni di Pellegrini. Tinelli sottolineava come fossero passati ormai undici mesi (ora quindici) senza che la questione fosse stata più portata in consiglio. Per cui chiedeva di «conoscere i risultati delle analisi, dei prelievi e degli accertamenti disposti dal sindaco», di sapere «se siano emersi problemi rilevanti di tutela della salute pubblica», «se sono state effettuate denunce all'autorità giudiziaria e se sono state accertate responsabilità». Infine, chiedeva «se l'amministrazione sia a conoscenza di ulteriori ritrovamenti di materiale pericoloso in data successiva a quella dell'articolo». La risposta di Pellegrini porta la data del 26 maggio. Il sindaco sostiene di aver scritto il 26 maggio (del 2009) all'Arpat e alla Provincia di Pisa chiedendo l'avvio delle indagini e delle analisi: «Il lavoro è andato avanti - scrive Pellegrini - e proprio in questi giorni è nella sua fase conclusiva. Dei risultati, anche parziali, verrà data comunicazione al consiglio. Ovviamente la magistratura è stata informata». Lo assicurò anche a noi, in quei giorni. In un articolo pubblicato il 17 maggio scorso Pellegrini raccontò di aver avuto un incontro col capo della Procura livornese, Francesco De Leo, preannunciandogli un esposto. E di aver convocato la conferenza dei servizi: «Arpat e Asl cominceranno mercoledì». In realtà non hanno ancora cominciato. Così Tinelli è tornato alla carica l'11 giugno con una richiesta di accesso agli atti chiedendo «copia della presunta comunicazione del 29 maggio 2009 indirizzata ad Arpat e Provincia e copia della comunicazione citata con cui è stata informata la magistratura». «E' passato un altro mese e mezzo - dice ora Tinelli - e non abbiamo ricevuto nulla». La vicenda, lo ricordiamo, riguarda le ex cave di argilla date in concessione al marchese Augusto Paltrinieri Malaspina e da lui affidate in gestione alla ditta Frassinelli. Risultano aperte nel 1992 ed esaurite nel 1998. In passato vi sarebbero stati gettati rifiuti di vario tipo. Il timore è che sostanze tossiche abbiano contaminato una falda. Solvay (abbiamo già scritto anche questo) avrebbe rinunciato proprio per questo a Idro-s, il progetto già approvato per raccogliere acqua dal fiume e utilizzarla a fini civili e industriali.
Tratta da Il Tirreno
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